CRIVELLI E BRERA
Due secoli di vita per la Pinacoteca di Brera e venti anni di Restituzioni: per il doppio compleanno Intesa Sanpaolo è al fianco di uno dei più importanti musei nazionali
Crivelli e Brera

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Milano, Pinacoteca di Brera
26 novembre 2009 – 28 marzo 2010

Madonne e Santi con ricercatissimi e raffinati abbigliamenti tanto da sembrare principi e principesse, strabilianti inserti tridimensionali di pietre preziose, vetri, dettagli reali, siano essi chiavi o pastorali, rutilanti di ori e costruiti con impeccabile prospettiva: a distanza di tanti secoli Carlo Crivelli, pittore di origine veneziana che fece delle Marche la propria patria adottiva, sfugge a qualunque classificazione.

Con un’operazione ad un tempo di alto rigore scientifico e di innegabile fascino estetico, la Pinacoteca di Brera va a concludere i festeggiamenti per i suoi duecento anni di vita dedicando una mostra a questo pittore, quasi contemporaneo di Giovanni Bellini e del Mantegna, legato a filo doppio alle origini di questo museo di statura internazionale.

Furono infatti dei commissari napoleonici che, nel settembre 1811, battendo palmo a palmo le Marche, convogliarono a Brera ben tredici tavole del pittore, due pale singole e dieci scomparti che componevano due polittici eseguiti per Camerino. Poteva sembrare un riconoscimento tardivo per il talento di Crivelli, ma ben presto le sue tavole divennero moneta di scambio per assecondare i piani di espansione della Pinacoteca stessa.
Il celebre Polittico di San Domenico, arrivato a Milano quasi integro, fu privato della cornice e le tre scene del coronamento furono cedute per ottenere dipinti di altri artisti. L’Annunciazione di Ascoli fu ceduta alla National Gallery di Londra e la Consegna delle chiavi a San Pietro, giunse infine ai musei di Berlino.

Grazie alla mostra, tutte queste opere, ad eccezione di una, troppo fragile per viaggiare,  ritornano oggi alla Pinacoteca di Brera, in un’esposizione che affianca ai dipinti una selezione di oggetti (tessuti, tappeti, ceramiche, pezzi di oreficeria) che dimostrano la capacità di Crivelli di tradurre col pennello effetti propri di altre tecniche.
Intrecciando diversi angoli di visuale, in un percorso breve e concentrato al cui interno sono integrate altre opere del patrimonio museale, la Pinacoteca di Brera offre ai visitatori un’immagine più ricca e rispondente alla reale statura artistica di un artista sconcertante e straordinario.

Intesa Sanpaolo ha voluto condividere questa iniziativa, che coincide con un anniversario importante per la nostra Banca: il ventesimo anno dall’avvio del progetto Restituzioni, il programma di restauri di opere pubbliche promosso e curato da Intesa Sanpaolo che, nell’edizione 2008, ha permesso il recupero del Polittico di San Domenico, protagonista della mostra.

In quell’occasione, il restauro ha portato all’acquisizione di nuove conoscenze sulla pittura di Crivelli e a una rivalutazione dell’opera, intesa ora come capolavoro della fase matura dell’artista. Proprio a partire dai nuovi dati critici emersi e dagli studi che l’hanno accompagnato è nata l’idea della mostra oggi a Brera.

La mostra, su iniziativa del comitato promotore, è dedicata alla memoria di Fatima Terzo, cuore e mente del progetto Restituzioni e responsabile del settore Beni culturali di Intesa Sanpaolo.


   
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